La pesca come abbraccio: il Memorial per nonno "Piccione" (Giuseppe Lorentini)

Giuseppe Lorentini “Piccione” (8.02.1920-5.10.1988): la guerra gli ha portato via una gamba, non la dignità.
Giuseppe Lorentini “Piccione” (8.02.1920-5.10.1988): la guerra gli ha portato via una gamba, non la dignità.

Ci sono persone che, anche quando non ci sono più, continuano a radunare gli altri. Non con grandi discorsi, non con monumenti e frasi “da lapide”, ma con qualcosa di molto più umano: un gesto, un’abitudine, un posto che diventa punto fermo.

 

Mio nonno si chiamava Giuseppe Lorentini. In paese, però, era “Piccione”. E chi lo ha conosciuto lo sa: quel soprannome non era un vezzo. Era un modo di riconoscerlo al volo, di chiamarlo senza formalità, di dire “è uno dei nostri”.

 

Per questo domenica 8 febbraio 2026, a Sant’Eusanio del Sangro, sulle sponde del Lago Santa Lucia, tornerà il II Memorial “Giuseppe Lorentini – Piccione”.

 

 

Il programma è semplice, come le cose fatte bene: raduno alle 8:30, gara di pesca dalle 9:00 alle 13:00, poi pranzo al Ristorante “Il Piccione”. Le prenotazioni vanno fatte entro il 1° febbraio 2026 (info +39 338 734 9658). Posti limitati.

 

"Piccione" con i figli Paolo, Andrea e Maurizio
"Piccione" con i figli Paolo, Andrea e Maurizio

E sì, si pesca. Ma non è “solo” pesca. È un modo concreto di stare insieme, nel suo ricordo, senza trasformarlo in una storia lontana e imbalsamata. Perché Piccione non era un’idea. Era una persona.

 

Le carte militari lo descrivono con il loro tono secco, senza delicatezze: un ragazzo di Sant’Eusanio, musicante, che non sapeva leggere né scrivere. E poi la guerra, quella guerra voluta e condotta dallo Stato fascista, che aveva la capacità brutale di prendere i ragazzi dei paesi e trasformarli in reparti, numeri, “pratiche”. A volte, la parola “destino” non c’entra. C’entra la violenza dello Stato e delle sue scelte.

 

Quando viene risucchiato da quella macchina, Giuseppe ha diciannove anni. Diciannove: l’età in cui dovresti imparare il mondo, non l’obbedienza, i trasferimenti, l’attesa di ordini. Lo mandano lontano: prima Trieste, nella banda militare, poi il 43° Reggimento fanteria. Dopo iniziano le righe che fanno più male proprio perché non alzano mai la voce: ospedali, ricoveri, spostamenti, convalescenze.

 

Il punto di rottura arriva in una data che nella nostra famiglia pesa come una pietra: 7 aprile 1942, ferito in zona di guerra. Aveva ventidue anni. Ventidue: ancora un ragazzo, e già costretto a diventare altro. Da lì la vita cambia forma per sempre. Lo dicono i documenti, ma lo dice soprattutto la foto: mio nonno su una carrozzina, invalido, eppure con uno sguardo che non chiede pietà. Quello sguardo, per me, è la definizione più precisa di dignità.

 

Poi c’è l’altra parte, quella che le carte non possono mettere in ordine: la memoria.

Secondo la testimonianza di famiglia, durante le lunghe cure avrebbe imparato a pescare proprio in quel periodo, quando la vita ti costringe a reinventarti e a fare pace con un corpo diverso. Non lo so spiegare meglio: la pesca, in certi casi, non è un passatempo. È un modo per respirare. Per sentire che, nonostante tutto, qualcosa lo puoi ancora fare. E bene.

 

Ecco perché questo Memorial ha senso: perché non celebra la guerra, non la romanticizza, non la usa per fare scena. Ricorda un uomo che una guerra decisa dall’alto ha colpito nel punto più ingiusto: la giovinezza. E lo fa nel modo più rispettoso possibile: riportandolo dove l’acqua calma le cose, dove il tempo rallenta, dove il silenzio non è vuoto ma pieno.

 

L’8 febbraio, al Lago Santa Lucia, non ci sarà soltanto una gara. Ci sarà un abbraccio collettivo, fatto di presenze, di racconti sussurrati, di amicizie che si ritrovano. E ci sarà un nome pronunciato come si pronunciano i nomi importanti: senza retorica, ma con gratitudine.

 

Perché finché qualcuno dice “Piccione”, finché qualcuno lancia una lenza pensando a lui, Piccione resta qui.

 

 

Giuseppe Lorentini (nipote)

Foglio matricolare di Giuseppe Lorentini, Matricola n. 7950, Archivio di Stato di Chieti

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Egidia (sabato, 31 gennaio 2026 16:33)

    Grazie Giuseppe per questo

SOSTIENI IL PROGETTO

Sostieni il progetto di ricerca

e documentazione sul campo di concentramento fascista di Casoli anche con un piccolo

contributo economico.

In collaborazione con

Il progetto di ricerca e documentazione on line sulla storia del Campo di  concentramento di Casoli 1940-1944 www.campocasoli.org è senza fini di lucro, ideato, realizzato, sostenuto e curato da Giuseppe Lorentini

I documenti del fondo dell'Archivio storico del Comune di Casoli relativi al Campo di concentramento fascista di Casoli sono riprodotti su questo sito in foto facsimilare su concessione del Comune di Casoli, Deliberazione di  G.C. n. 2 del 19.01.2017. 

www.campocasoli.org è il solo responsabile di questa pubblicazione e si declina ogni responsabilità sull’uso che potrà essere fatto delle informazioni in essa contenute.

Avvertenza: i materiali tutelati dalla legge sul diritto d'autore o concessi a www.campocasoli.org dagli aventi diritto non possono essere riprodotti senza previa autorizzazione. Si invita a rispettare i principi e le direttive stabilite dal Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici (provvedimento n. 8-P-2001 del Garante per la protezione dei dati personali) e dal Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”. Inoltre si fa presente che i documenti raccolti in questo sito non possono essere utilizzati in contesti che possano recare pregiudizio al prestigio e al decoro del Comune di Casoli e dei suoi cittadini, ovvero ai diritti di terzi. Nel caso in cui dall'utilizzo, dalla diffusione ovvero dalla pubblicazione di tali documenti derivi pregiudizio ai suddetti diritti, si esonera da qualsiasi responsabilità il sito www.campocasoli.org. Si informa che l'eventuale pubblicazione o riproduzione integrale di tali documenti da parte di terzi è soggetta a previa autorizzazione e subordinatamente alla citazione della fonte (segnatura archivistica). Campocasoli.org si impegna ad aggiornare periodicamente le informazioni qui riportate e a verificarne l’accuratezza; si declina tuttavia ogni responsabilità per l’uso che venga fatto di tali informazioni e per eventuali errori od omissioni che nonostante gli sforzi possano comunque risultare. La condivisione  tramite i social network è autorizzata purché si citi sempre la fonte del sito  www.campocasoli.org.

 

    

© RIPRODUZIONE  DEI DOCUMENTI VIETATA

CON QUALSIASI MEZZO SENZA AUTORIZZAZIONE

Licenza Creative Commons
I testi pubblicati sul sito www.campocasoli.org - Documenti e storia del Campo di concentramento di Casoli 1940-1944 di Giuseppe Lorentini sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere richiesti a [email protected].

CAMPOCASOLI.ORG COLLABORA CON

EHRI – European Holocaust Research Infrastructur – nell'ambito del progetto

Micro-archivi e EHRI 

[email protected]

CON IL PATROCINIO DI:

 

COMUNE DI CASOLI 


Privacy Policy
Cookie Policy