«A quel tempo la gente aveva altro da fare. Aveva da costruire case, aveva da trovare un lavoro. C'era ancora il razionamen­to; le città erano piene di rovine; c'erano ancora gli alleati che occupa­vano l'Italia. La gente non aveva voglia di tutto questo, aveva voglia di altro, di ballare per esempio, di fare feste, di mettere al mondo dei figli. Un libro come questo mio [Se questo è un uomo] e come molti altri che sono nati dopo era quasi uno sgarbo, una festa guastata».

Primo Levi, in Guri Schwarz, Ritrovare se stessi. Gli ebrei nell'Italia postfascista, Laterza, Roma-Bari 2004, p. 116.

Lascia un commento

Commenti: 18
  • #18

    Francesco Lotoro (venerdì, 24 marzo 2017 12:38)

    Ricerca compiuta in modo molto attento, curato, filologico. Congratulazioni agli Autori sia della ricerca che del sito. Auspico di far rete con altre piattaforme dedicate alla realtà concentrazionaria sotto il regimefascista.

  • #17

    Tito Paolo Zecca (giovedì, 23 marzo 2017 19:22)

    Ho percorso velocemente questo sito, appena conosciuto, e lo trovo fatto molto bene. Mi congratulo vivamente con il ricercatore, Giuseppe Lorentini, ed i suoi collaboratori. Queste memorie non devono mai essere obliate, pena il ripetersi delle stesse tragedie e del persistere dell'ombra del male che sempre incombe sulle vicende umane. Nonostante le apparenze, il male non è mai "banale", e richiede coscienza vigile, intelligente attenzione, occhi perspicaci,perché non ritorni e imprima ancora una volta il suo marchio di fuoco.

  • #16

    Gianluca (giovedì, 23 marzo 2017 15:46)

    È stato a modo suo un piacere conoscere questa vicenda. Complimenti a Giuseppe per il lavoro svolto e per aver rialzato il sipario su tutti quei volti. Il mio piccolo contributo alla causa è qui: http://www.qualcheriga.it/campi-concentramento-abruzzo-casoli/

  • #15

    Roberto Cruciani URBISAGLIA (MC) (mercoledì, 15 marzo 2017 07:09)

    Ciao Giuseppe,
    la tua ricerca storica sul campo di internamento di Casoli è veramente eccezionale. Il sito, di facile consultazione, sia per lo storico che per coloro che vogliono conoscere questa triste pagina della nostra storia, raccoglie documenti di archivio, foto, lettere e testimonianze.
    Le lettere in particolare, secondo me, rappresentano la vera verità storica di questo campo di internamento. Leggendole attentamente si evidenziano lo stato d'animo di questi internati con le loro ansie, preoccupazioni per le loro famiglie.
    Purtroppo anche questo campo di Casoli è stato un campo di transito per gli ebrei che sono finiti nei Campi di Sterminio.
    Complimenti!

  • #14

    Elisabetta Bozzi - ANPI Magenta (MI) (domenica, 05 marzo 2017 21:52)

    Un sito consultabile come un archivio on-line, una novità di grande utilità e valenza culturale.
    Un punto di incontro fra la passione e dedizione di un bravissimo ricercatore, Giuseppe Lorentini, e la collaborazione del Comune di Casoli, che ha permesso e patrocinato la pubblicazione sul sito di Lorentini, di un vero patrimonio di documentazione storica, conservata presso l'Archivio Comunale.
    A Giuseppe Lorentini e al Comune di Casoli va dunque il mio apprezzamento e gratitudine, per aver aperto, a tutti, le porte della Storia.
    Il segno di un'evoluzione, che promuove la Memoria come fondamento per il futuro.
    Giuseppe Lorentini, col suo grande lavoro, ricostruisce oggi su solide basi documentate uno spaccato della storia della deportazione dall'Italia durante il passato regime fascista, ancora tutta da approfondire.
    La storia di un Campo che fu chiamato di "concentramento" o di "internamento" ma che si trasformò in un luogo di transito per i Lager d'Oltralpe: da Casoli, esseri umani partirono per lo sterminio.
    A queste persone oggi è restituita l'identità.
    Fare Memoria, in opposizione al negazionismo, diviene allora impegno civile e politico fondamentale, ed è un atto di giustizia.

  • #13

    Massimo Tiberini - Sindaco Comune di CASOLI (domenica, 05 marzo 2017 14:29)

    Abbiamo sostenuto la ricerca intrapresa da Lorentini perché siamo convinti che una ricerca scientifica documentabile attraverso i reperti storici che abbiamo in archivio sia veramente importante, in particolar modo per un triste passato storico che ha avuto come scenario la nostra cittadina. La possibilità di fare a Casoli un volano di attività, incontri, seminari, convegni e turismo della memoria attorno all’internamento fascista durante il secondo conflitto è sicuramente qualcosa di rilevante. Da parte nostra dunque c’è stata la massima disponibilità a poter veicolare informazioni a riguardo. La collaborazione dell’Università di Bielefeld, della Direzione dell’Archivio di Stato di Chieti, l’interessamento da più parti verso l’ottimo lavoro svolto da Lorentini è stato gratificante. È un lavoro a livello internazionale perché si parla dei luoghi della memoria con materiale storico di indubbio valore: come diceva lo stesso Lorentini lo scopo è dare un volto ad una realtà vissuta e ricca di documentazione a Casoli, visto che in altre località non si riesce a fare facilmente. Sono soddisfatto anche per la qualità della persona: Lorentini è molto disponibile e bravo. Le vicende dei campi di internamento e concentramento fascisti sono poco conosciute, non c’è stata molta attività di ricerca concreta, dunque un’operazione come questa è un passo iniziale che deve portare poi ad un seguito.

  • #12

    Piera Della Morgia - Presidente ANPI CASOLI (domenica, 05 marzo 2017 14:24)

    Tanti sono stati in Italia i campi di concentramento per internati ebrei e oppositori politici ma sono pochi gli archivi storici dei vari comuni - in cui questi campi furono attivi - a disporre di tanto materiale come quello di Casoli. A volte, i documenti, le foto, le lettere, i fascicoli personali sono andati dispersi per varie cause, altre volte distrutti per il superamento dei limiti di conservazione e così non è semplice ricostruire la storia di quel periodo, di quei luoghi e di quelle persone che ebbero la disavventura di esservi internati.Non è così nel nostro caso perchè un archivio ricco, che dispone dei fascicoli di quasi tutti gli internati, ha potuto offrire ad un fine studioso e ricercatore una mole di documenti e la competenza, il desiderio di conoscere, l'amore per la ricerca e il desiderio di contribuire a far luce su pagine di storia non ancora chiaramente esplorate, ha fatto il resto. Così, dopo tre anni di intenso lavoro, Giuseppe Lorentini ha realizzato il sito on-line "campocasoli.org" in cui ha pubblicato i risultati del suo lavoro certosino di documentazione, un vero archivio digitale che ricostruisce anche la storia sociale e amministrativa del campo.
    Il sito è di facile consultazione e lettura e subito ci immerge in un contesto completamente diverso: la foto di gruppo, quelle sui documenti, le lettere delle persone care... tutto cambia prospettiva: i numeri diventano "persone", ognuna con la propria storia, ci si domanda come poter dare un nome ad ogni volto o un volto a quei nomi. È un'operazione di ampio respiro, preziosa per l'internazionalizzazione della ricerca, che darà sviluppi inaspettati, e che si inquadra nella cultura della memoria. In quest'ottica, l'ANPI condivide e appoggia il progetto di Giuseppe Lorentini, si congratula per l'ottimo risultato delle ricerche che hanno spaziato anche oltre gli archivi locali ed è sempre pronta a collaborare affinché questa pagina di microstoria possa entrare in un dibattito internazionale di più ampio respiro.
    Bisogna fare i conti col proprio passato, soprattutto con le pagine meno gloriose, perché è proprio da quelle che si impara e poi è importante non dimenticare. Questo sito di documentazione on-line sul campo di concentramento di Casoli attivo dal 1940 al 1943 vuole essere un punto di partenza per favorire e contribuire alla ricerca storica e diventerà presto un punto di riferimento per gli storici. Dal recupero e rivalutazione dei luoghi dove quelle persone vissero e trascorsero le loro tristi giornate può nascere un progetto di musealizzazione, un museo della Shoah, che sarebbe il primo grande museo del genere in Abruzzo per ricordare ciò che è stato, per ricordare che abbiamo avuto giorni bui e che dobbiamo sempre difendere i valori essenziali della libertà, della tolleranza e della democrazia.

  • #11

    Barbara Sablich (venerdì, 17 febbraio 2017 18:38)

    E, consentitemelo, anche "affettuoso" nei confronti delle persone, e partecipe di tante sofferenze. Da triestina - la mia città ha ancora tra le sue memorie la Risiera di S. Sabba - mi colpisce molto. Bello sarebbe una futura collaborazione tra voi e chi altri in Italia si occupa di progetti simili.
    Il sito é agile, semplice da consultare, le immagini ti fanno vedere e capire. Spero che venga consultato molto frequentemente.
    Complimenti!

  • #10

    Stefan Laffin (venerdì, 17 febbraio 2017 16:26)

    Ho navigato sul sito, concentrandomi soprattutto sulla parte della documentazione, e a mio avviso si tratta davvero di un patrimonio ricco, sia a livello di informazioni storiche, sia limitatamente alle fonti e alla loro contestualizzazione.
    Nonostante la grande quantità e varietà delle fonti, la diligenza e la precisione con le quali il progetto è stato preparato e presentato rende la navigazione del sito piacevole e stimolante per chi vuole conoscere meglio l'argomento o fare ricerca storica.
    È difficile trovare strumenti come questo, insieme utili e accessibili. Per questo motivo spero che questo progetto possa servire sia agli storici, come patrimonio documentario, sia a persone che sono alla ricerca di un'introduzione a un tema sempre meno conosciuto, soprattutto a livello locale.
    Complimenti Giuseppe, ti auguro che il sito possa continuare a crescere. Sarebbe il giusto riconoscimento per il tuo grande lavoro ma soprattutto l'affermazione di uno strumento necessario per la storiografia!

  • #9

    Mario Cimini (domenica, 12 febbraio 2017 20:16)

    Quella promossa da Giuseppe Lorentini è un'operazione di grande spessore culturale. Il sito, realizzato in maniera da garantire un'ottima fruibilità della documentazione digitalizzata ed un'agevole navigazione, costituisce uno strumento preziosissimo per la ricerca storica su una delle pagine purtroppo meno conosciute del Novecento. Si auspica che l'iniziativa apra il campo ad interessi di studio, non solo in sede propriamente storiografica, ma anche in chiave didattica, in particolar modo per le scuole del territorio, e che essi siano forieri di sviluppi considerevoli in termini di crescita culturale delle giovani generazioni. La memoria, prima di essere una necessità, è un dovere.

  • #8

    Flavia Caso Bauer (lunedì, 30 gennaio 2017 21:40)

    Scoperto ieri perchè mi è stato segnalato : emozionata nel leggere di queste vite, che anche se solo metaforicamente continueranno a vivere nella mia memoria, e quella spero di altri.

  • #7

    Marco Cavallarin (domenica, 29 gennaio 2017 12:02)

    Tra i molti campi di concentramento fascisti in Italia, c'è quello di Casoli, sconosciuto ai più, come la stragrande maggioranza degli altri. Eppure ce ne sono di storie da conoscere/ricordare/trasmettere su e in questi campi. Questo sito lo fa egregiamente grazie al sacrificio personale del suo autore/ricercatore. Ed ecco che persone riprendono vita, nomi si riempiono di vite, mura e carte raccontano finalmente memoria.Grazie, Giuseppe Lorentini, per avermi aiutato a conoscere un altro pezzo della terribile storia del fascismo e della persecuzione, necessaria per non dimenticare e crescere in democrazia e rispetto umano.

  • #6

    Francesco Di Cintio (venerdì, 27 gennaio 2017 17:04)

    Un digital archive capace di assurgere a vero e proprio vettore della memoria legato alle profonde questioni storiche e morali della Shoah e della Seconda Guerra Mondiale in generale. Un valido strumento indispensabile per innescare il dibattito storiografico e favorire la comprensione di un tema mai del tutto sciorinato. A Lorentini il giusto merito di essere stato un precursore dei tempi, soprattutto in ambito italiano, e aver capito come la "digitalizzazione della storia" sia essenziale per promuovere e mantenere vive quelle drammatiche vicende che hanno segnato il territorio abruzzese: la micro-storia documentata del Campo di Concentramento di Casoli viene inserita di diritto nel complesso filone internazionale di studi dell'Olocausto e della valorizzazione della sua memoria.

  • #5

    Daniela Spadaro (venerdì, 27 gennaio 2017 16:29)

    Vicende del passato che se analizzate attraverso gli archivi, i documenti e le testimonianze mostrano con efficacia l'incidenza della dittatura sulla vita quotidiana dei cittadini,con la maniacale pretesa di controllare ed orientare ogni momento della vita sociale. Vicende che tuttavia potrebbero tornare, seppur in forma diversa, perchè la storia ci insegna che niente è per sempre. La conoscenza e la divulgazione sono le uniche strade percorribili se vogliamo limitarci solo a leggere pagine buie della nostra storia e non riscriverne di nuove.

  • #4

    Vito Francesco Gironda (venerdì, 27 gennaio 2017 10:26)

    Ottimo lavoro per l'impostazione e di grande importanza per coloro interessati a tali questioni. Apre una finestra per discutere su un tema ancora non sufficientemente trattato in campo storiografico. Mi sembra essere un primo approccio documentaristico necessario, sperando che altre "realtà" locali ne prendano esempio.

  • #3

    Gian Luca D'Errico (venerdì, 27 gennaio 2017 10:09)

    Un lavoro eccellente su tutti i fronti: la qualità, dalla grafica alle immagini fotografiche, e utilissimo per il mestiere dello storico, ma non solo. Una testimonianza fondamentale della nostra cultura socio-politica, su cui ancora oggi è d'obbligo una seria riflessione ... uno degli obbiettivi che centra inequivocabilmente questa importante iniziativa.

  • #2

    Maria C. Ricci (venerdì, 27 gennaio 2017 09:34)

    Sito chiaro ed intuitivo, con interfaccia grafica gradevole e facilmente fruibile.
    Un portale storico, dietro il quale c'è un grande lavoro di ricerca.
    Spero che diventi immediatamente visibile e, quindi utile, a tutti gli studiosi e ricercatori del mondo impegnati nella diffusione della Cultura della Memoria.

  • #1

    Riccardo Onorato (venerdì, 27 gennaio 2017 03:08)

    Navigare sul sito è risultato semplice ed agevole: già dal primo accesso e in pochi click si evince la tematica in modo chiaro. Le possibilità di approfondimento appaiono quasi illimitate, il che fa di questo progetto un interessante strumento di studio sia per il profano che per l’utente esperto.
    La scansione dei documenti, così come la risoluzione e la rielaborazione di ogni pagina, presenta un’eccellente qualità.
    L’augurio è che l’identità (così come la storia!) di quei tanti volti venga resa nota ed accessibile a tutti noi. Un augurio che nasconde, in realtà, anche delle paure… “una singola Anne Frank detta più commozione delle miriadi che soffrirono come lei, le cui immagini sono pero’ rimaste nell’ombra. Forse è necessario che sia così: se fossimo a conoscenza di tutte quelle sofferenze, non saremmo in grado di vivere“ (Primo Levi)

SOSTIENI IL PROGETTO

Documentiamo e ricerchiamo affinché non si dimentichi la memoria degli Internati civili del Campo di Casoli 1940-1944.

Il progetto di ricerca e documentazione on line sulla Storia del Campo di Concentramento di Casoli 1940-1944 www.campocasoli.org è senza fini di lucro, ideato, realizzato, sostenuto e curato da Giuseppe Lorentini. 

I documenti del fondo dell'Archivio storico del Comune di Casoli relativi al Campo di Concentramento sono riprodotti su questo sito in foto facsimilare su concessione del Comune di Casoli, Deliberazione di  G.C. n. 2 del 19.01.2017. www.campocasoli.org è il solo responsabile di questa pubblicazione e si declina ogni responsabilità sull’uso che potrà essere fatto delle informazioni in essa contenute.

Avvertenza: i materiali tutelati dalla legge sul diritto d'autore o concessi a www.campocasoli.org dagli aventi diritto non possono essere riprodotti senza previa autorizzazione.  Si invita a rispettare i principi e le direttive stabilite dal Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici (provvedimento n. 8-P-2001 del Garante per la protezione dei dati personali) e dal Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”.  Inoltre si fa presente che i documenti raccolti in questo sito non possono essere utilizzati in contesti che possano recare pregiudizio al prestigio e al decoro del Comune di Casoli e dei suoi cittadini, ovvero ai diritti di terzi. Nel caso in cui dall'utilizzo, dalla diffusione ovvero dalla pubblicazione di tali documenti derivi pregiudizio ai suddetti diritti, si esonera da qualsiasi responsabilità il sito www.campocasoli.org. Si informa che l'eventuale pubblicazione o riproduzione integrale di tali documenti da parte di terzi è soggetta a previa autorizzazione e subordinatamente alla citazione della fonte (segnatura archivistica). La condivisione è autorizzata purché si citi sempre la fonte del sito  www.campocasoli.org.

    

RIPRODUZIONE  DEI DOCUMENTI VIETATA

CON QUALSIASI MEZZO SENZA AUTORIZZAZIONE

Licenza Creative Commons
I testi pubblicati sul sito www.campocasoli.org - Documenti e Storia del Campo di concentramento di Casoli 1940-1944 di Giuseppe Lorentini sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere richiesti a info@campocasoli.org.

CON IL PATROCINIO DI

CON IL PATROCINIO DI:

 

COMUNE DI CASOLI 

Provincia di Chieti

In collaborazione con