"Schwerer ist es, das Gedächtnis der Namenlosen zu ehren als das der Berühmten. 

Dem Gedächtnis der Namenlosen ist die historische Konstruktion geweiht."

 

"È più difficile onorare la memoria dei senza nome che non quella di chi è conosciuto.

Alla memoria dei senza nome è consacrata la costruzione storica."

 

Walter Benjamin, Gesammelte Schriften, Band 1, Teil 3, Suhrkamp, Frankfurt/M., 1974, S. 1241

  

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CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI CASOLI (1940-1944)

Le informazioni sui contenuti di ricerca di questo portale sono illustrate nella pagina PROGETTO

    a cura di Giuseppe Lorentini


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Coloro che eventualmente si riconoscessero tra le persone qui menzionate o rappresentate nelle fotografie, oppure parenti degli internati, che volessero renderci noti elementi utili ad arricchire la conoscenza dell’esperienza dell’internamento e partecipare alla ricerca attraverso la propria testimonianza o contribuire con documenti e altri materiali possono rivolgersi a: info@campocasoli.org.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella visita "i luoghi della memoria" del campo fascista di Casoli: le cantine di Palazzo Tilli

Il progetto di ricerca e documentazione del campo di concentramento civile fascista di Casoli (1940-1943) è nato all'interno del Corso di Laurea Magistrale binazionale in Scienze storiche tra l'Università di Bielefeld (Germania) e l'Università di Bologna, di cui il Prof. Vito Gironda è il coordinatore scientifico e supervisore della ricerca. Il lavoro di ricerca e documentazione è stato svolto da Giuseppe LorentiniI risultati del progetto sono ora visibili nella sua quasi interezza sul sito www.campocasoli.org, ideato e curato dal Lorentini e che rappresenta un esempio di eccellenza di archivio digitale sia come strumento di consultazione a fini della ricerca storica e sia come vettore della conservazione e della trasmissione della memoria. In occasione della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Gironda e Lorentini sono venuti dall’Università di Bielefeld (Germania) al fine di illustrare al Presidente Mattarella risultati e contenuti del progetto sul campo di Casoli. Il Presidente ha visitato le cantine del Palazzo Tilli recentemente restaurato dall’imprenditrice Antonella Allegrino. Nel 1940 i locali di proprietà dell’Avv. Tilli sono stati scelti dal regime fascista per allestire il campo di concentramento di Casoli.

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Casoli avrà un "Centro di documentazione sull'internamento fascista" nell'ex Municipio, già "luogo della memoria", sede del campo tra il 1940 e il 1944

A Casoli (Chieti) partiranno i lavori per la realizzazione del Centro abruzzese di documentazione sull’internamento civile fascista (CeDiF) nell’ex Municipio sede "numero 1" del Campo di concentramento attivo nel comune teatino durante il secondo conflitto mondiale, da poco più di anno già “Luogo della memoria”. Il progetto è stato ideato e presentato in occasione di una riunione nella sala del “Cenacolo abruzzese” del Castello ducale lo scorso 6 aprile 2017. All'incontro parteciparono oltre alla Giunta comunale anche la presidente dell’Anpi di Casoli, Piera Della Morgia, l’imprenditrice Antonella Allegrino, proprietaria di Palazzo Tilli, il professor Vito Francesco Gironda dell’Università di Bielefeld (Germania) e Giuseppe Lorentini, ideatore e curatore del progetto diricerca e documentazione on line "campocasoli.org".    

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Interventi dei relatori del Convegno "Memoria e internamento civile nell'Italia fascista", Casoli 27.01.2018


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A CASOLI SI INAUGURA LA PIAZZA DELLA MEMORIA

Casoli 27.01.2018 

Il primo ad arrivare è stato l'ambasciatore sloveno Bogdan Benko, senza l'aplomb e l'albagia del grande personaggio in visita ad un paese dell'interno abruzzese. Il Sig. Benko aveva saputo giorni fa da un quotidiano sloveno di Trieste “Primorski dnevnik” della presenza a Casoli di un campo di concentramento dov'erano stati rinchiusi nel periodo bellico alcuni suoi connazionali, colpevoli di essere sloveni e quindi invisi al fascismo, che avevano sostituito altrettanti ebrei mandati altrove, e qualcuno ad Auschwitz. Una telefonata al sindaco di Casoli, l'autoinvito subito accettato e l'arrivo alle 8,30', in anticipo, accompagnato da una troupe della TV nazionale slovena.

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Alcune foto di Casoli per gentile concessione del fotografo Giovanni Di Prinzio




AGGIORNAMENTI E NOTIZIE DA CAMPOCASOLI

Completata la digitalizzazione di 215 fascicoli: 4.462 documentiCifra aggiornata in data 02.03.2017.

     DATABASE INTERNATI attivo dal 10.05.2017

Interventi del seminario "Il Giorno della Memoria, storia di un percorso", Istituto d'Istruzione Algeri Marino, Casoli 26.01.2018


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Gli ebrei passati per il campo di Casoli vittime della Shoah

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"Mio amatissimo, ricordando il nostro ultimo incontro, ripenso a quanta gioia tu mi hai dato". Lettera d'amore per Ante, internato nel Campo di Casoli

*Mio carissimo Ante,

ti ricordo con piacere, perché tu mi sei di gran lunga il più caro e nessuno mi infonde un sentimento così benefico come te, solo in te trovo gioia. Io spero che un giorno il mio tanto desiderato sogno (felicità) si avveri. Il mio cuore sarebbe colmo di gioia, se noi ci rivedessimo.

Mio amatissimo, ricordando il nostro ultimo incontro, ripenso a quanta gioia tu mi hai dato. Ho sofferto molto quando tu te ne sei andato, ma abbiamo superato anche questo ostacolo e guardiamo, se possibile, verso un futuro positivo. Il mio cuore non desidera altro che te, me lo dico continuamente. Ante mio, ho ricevuto la lettera del 9 agosto che tu mi hai spedito il mese scorso.

Tu hai scritto che aspetti la mia lettera. Mi rallegro che tu non tardi a rispondere alla mia lettera, quando il tempo te lo permette. Mi rende molto felice (sapere) che stai bene. Ante mio, mi hai scritto che Mile, non ti ha ancora risposto, può darsi che sia in viaggio. Mileva mi ha scritto e io le ho risposto. Kosovka chiede di me, se sono al mio paese, a lei devo ancora rispondere. Cuore mio, ho ricevuto uno scritto in italiano, che era stato scritto il 30. So che ti manca la tua patria e che ti aspettano i tuoi amici, che a loro volta hanno sentito la tua mancanza, specialmente io, che da tanto tempo ti aspetto.


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"Voglio spiegarvi una cosa: di Casoli non so niente". L'ultima mail di Mariù.

"Voglio spiegarvi una cosa: di Casoli non so niente, quando ho trovato la foto ho chiesto a mia madre perché mio padre era finito in quel luogo. Mi ha spiegato che essendo lui apolide, insieme a greci ed altri cittadini stranieri erano finiti vicino a Chieti in un campo di prigionia assieme ai politici italiani contrari al fascismo."

 

Sono queste le ultime parole che Miriam Hassid (Mariù) mi scrisse in una mail del 31 luglio 2017. Aveva appena conosciuto il mio progetto e si era subito messa a disposizione per mandarmi del materiale per il sito. Suo padre, Giuseppe Hassid, era tra gli ebrei internati nel Campo di concentramento di Casoli, presente sulla foto scattata a Casoli nell'agosto del 1940. Come accaduto per altri 9 ebrei di quella foto, il padre ebbe la tragica fine di essere deportato e ucciso. Mariù non conosceva molto bene la storia del campo fascista di Casoli. Voleva conoscerla e nello stesso tempo aveva ancora tanto altro da raccontare.

 

"Per me, basta la tua intervista, sono già comparsa su troppi giornali e lì era giusto perché, tanto per cambiare, mi era preso un attacco di rabbia contro lo Stato ed altro e dovevo dire la mia..." mi salutò scrivendomi "un giorno vi racconterò la storia". 

 

Non avrei mai potuto immaginare che sarebbe stato il nostro ultimo scambio di mail. Ci ha lasciato una grande donna con una grande personalità. Sia il suo ricordo di benedizione.

Giuseppe Lorentini

 

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