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Particolare dei volti della foto degli  "ebrei stranieri" internati a Casoli dal 10 luglio 1940, provenienti dal carcere di Trieste con foglio «n. 019833/Gab [...] affinché gli ebrei stranieri sottoelencati [lista di 51 nominativi], in ottemperanza alle disposizioni emanate dal ministero dell’interno con telegramma del 5 corrente [telegramma n. 49216/443 del 5.07.1940], vengano tradotti a Casoli (Chieti) per essere internati in quel Campo di Concentramento»*

La scalinata dove fu scattata la foto di gruppo degli "ebrei stranieri" internati nel Campo di Concentramento di Casoli, ieri e oggi.

La scalinata dove fu scattata la foto di gruppo degli ebrei stranieri internati al Campo di Concentramento di Casoli, ieri e oggi.
La scalinata dove fu scattata la foto di gruppo degli ebrei stranieri internati al Campo di Concentramento di Casoli, ieri e oggi.

Alcuni documenti personali di internati "ex-jugoslavi"* giunti a Casoli dal 06.05.1942

*Secondo il lessico usato dal regime fascista.

Alcune foto degli internati "ex jugoslavi" passati per il Campo di concentramento di Casoli tra il 1942 e il 1944.
Alcune foto degli internati "ex jugoslavi" passati per il Campo di concentramento di Casoli tra il 1942 e il 1944.
Scheda di ingresso al Campo di Casoli.
Scheda di ingresso al Campo di Casoli.
Alcuni esempi di fascicoli personali e documenti consultabili sul sito www.campocasoli.org
Alcuni esempi di fascicoli personali e documenti consultabili sul sito www.campocasoli.org
Le 3 sedi del Campo di Concentramento di Casoli
Le 3 sedi del Campo di Concentramento di Casoli
Giacomo Nagler fotografato a Casoli il 01.06.1941
Giacomo Nagler fotografato a Casoli il 01.06.1941
Giacomo Nagler, internato al Campo di Casoli insieme al padre Salo Nagler. Cfr. Livio Sirovich, «Non era una donna, era un bandito». Rita Rosani, una ragazza in Guerra, Cierre Edizioni, Verona, 2014.
Giacomo Nagler, internato al Campo di Casoli insieme al padre Salo Nagler. Cfr. Livio Sirovich, «Non era una donna, era un bandito». Rita Rosani, una ragazza in Guerra, Cierre Edizioni, Verona, 2014.
Salo Nagler. Cfr. Livio Sirovich, «Non era una donna, era un bandito». Rita Rosani, una ragazza in Guerra, Cierre Edizioni, Verona, 2014.
Salo Nagler. Cfr. Livio Sirovich, «Non era una donna, era un bandito». Rita Rosani, una ragazza in Guerra, Cierre Edizioni, Verona, 2014.

Passaporto di Salo Nagler e sua moglie Fitzer Feige Adele, Cfr. Livio Sirovich, «Non era una donna, era un bandito». Rita Rosani, una ragazza in Guerra, Cierre Edizioni, Verona, 2014.
Passaporto di Salo Nagler e sua moglie Fitzer Feige Adele, Cfr. Livio Sirovich, «Non era una donna, era un bandito». Rita Rosani, una ragazza in Guerra, Cierre Edizioni, Verona, 2014.

Il piroscafo "Franca Fassio" con il quale,  anche due internati ebrei di Casoli, Beran Bruno (Busta 2, Fasc.38) e Hochstimm Hans Walter (Busta 2, Fasc. 91), il 24.09.1940 emigrarono per Santo Domingo. Il 04.10.1940 il piroscafo fu silurato dal sommergibile "Triton" che lo affondò in un attimo, provocando 10 morti e 62 superstiti.

Fonti: Link 1Link 2

Fonte immagine: http://www.naviearmatori.net/ita/foto-9598-4.html
Fonte immagine: http://www.naviearmatori.net/ita/foto-9598-4.html

Foto delle baracche del campo/rifugio di Fort Ontario, Oswego, New York, che diventò un posto sicuro per i 982 rifugiati, dall’agosto del 1944 al febbraio del 1946. Tra questi, anche 4 internati ebrei di Casoli, Fuchs Jakob (Busta 2, Fasc.70), Goldmann Oscar (Busta 2, Fasc. 72), Gruber Iulius (Busta 2, Fasc. 78) e Kuznitzki Bertoldo (Busta 3, Fasc. 117) che riuscirono a salpare con la nave "Henry Gibbins" dal porto di Napoli il 17.07.1944, accompagnati da Ruth Gruber, che fu ingaggiata dal governo americano per scortare i quasi mille ebrei verso le coste degli Stati Uniti d'America. All'epoca Gruber aveva 32 anni e lavorava come assistente speciale per il ministero degli Interni americano. Fort Ontario fu il primo e unico tentativo da parte degli Stati Uniti di dare riparo ai rifugiati ebrei durante la guerra. Dopo la fine della guerra i rifugiati furono tenuti ancora nello stato di internati a causa dei disaccordi sul renderli o meno cittadini statunitensi. Solo nel gennaio del 1946 (dopo il discorso alla radio di Truman del dicembre 1945) arrivò la decisione di dare ai rifugiati la cittadinanza e da febbraio gli fu permesso di lasciare Fort Ontario.

Foto: http://safehavenmuseum.com/?attachment_id=226
Foto: http://safehavenmuseum.com/?attachment_id=226
Henry Gibbins (T-AP-183). This file has been identified as being free of known restrictions under copyright law, including all related and neighboring rights.
Henry Gibbins (T-AP-183). This file has been identified as being free of known restrictions under copyright law, including all related and neighboring rights.

FONTE: LINK PREPARAZIONE DELLA MISSIONE: Link 2 – LISTA DEI RIFUGIATI, PDF SCARICABILE

Film: IL RIFUGIO

Un film di John Gray. Con Natasha Richardson, Colm Feore, Anne Bancroft, Martin Landau, Henry Czemy Formato Film TV, Titolo originale Heaven. Storico, durata 180 min. - Canada, USA 2001.

Trama: Nel 1944, Ruth Gruber, una giovane ebrea americana, s'impegna in una sfida all'apparenza impossibile: mettere in salvo quasi mille ebrei scampati dall'incubo dell'olocausto. In un'Europa sconvolta dalla guerra, l'indomabile Ruth, riesce a trovare la via per garantire ai sopravvissuti una speranza di una nuova vita in America. Tratto da una storia vera, il rifugio vi commuoverà grazie anche alle appassionanti interpretazioni di Natasha Richardson (Nell), Colm Feore (Pearl Harbor), Martin Landau e Anne Bancroft. Durante la proiezione del filmato sono state inserite dei documenti originali di eventi veramente accaduti in quella disastrosa guerra voluta da Hitler. 

Trailer sul film dedicato a Ruth Gruber

 

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