Il "ciclista della Memoria" Giovanni Bloisi arriva a Yad Vashem: World Holocaust Center, Gerusalemme

Gerusalemme, 24.04.2017: Giovanni Bloisi lo abbiamo incontrato a Casoli il tre aprile, con la sua bicicletta, davanti alla sede dell'ex Campo di concentramento degli Ebrei stranieri ivi internati dal luglio 1940. Partito da Varese, aveva attraversato l'Italia, da solo, in bici, con la sua tenda, per visitare i "luoghi della memoria" e così era arrivato anche a Casoli dove aveva avuto l'opportunità di vedere dove gli Ebrei stranieri fino al 1942 e a seguire gli “ex jugoslavi” fino al 1944 erano stati internati: nei locali sottostanti il vecchio municipio e nella dépendance di palazzo Tilli, oggi ribattezzato Palazzina della memoria, dalla sua proprietaria Antonella Allegrino. A chi gli chiede perché, lui risponde sempre: per capire e per non dimenticare. Infatti, questo suo itinerario della memoria è finalizzato a non far dimenticare una pagina "felice" scritta tra tante pagine che parlano di dolore e di morte.

È la storia a lieto fine dei Bambini di Selvino, quei bambini sopravvissuti all'Olocausto, soli, feriti nell'animo, senza famiglia raccolti nella Sciesopoli Ebraica, colonia nata sotto il fascio e che da ultimo ha consentito a circa 800 bambini di tornare a vivere e a credere nella vita.

Giovanni Bloisi difende il loro ricordo e difende quei luoghi, quell'edificio che li ospitò contro il degrado, l'incuria e l'abbandono. Perché i luoghi sono importanti.

Oggi, Giovanni Bloisi ha portato tanti messaggi raccolti nel corso del suo procedere lungo i luoghi della memoria e da Casoli, in particolare, ha portato un gagliardetto riproducente la foto dei primi 50 Ebrei stranieri giunti nel luglio del 1940, 10 dei quali vittime della Shoah.

Come spiega Livio Sirovich, quella foto ha fatto un lungo percorso dal 3 novembre 1943 quando la mamma di Giacomo Nagler, ormai prigioniera della Wehrmacht, la consegnò alla mamma della bambina Rosetta Weintraub che l'ha conservata fino a quando, dopo 60 anni, l'ha donata appunto allo scrittore Sirovich e quest'ultimo a Giuseppe Lorentini affinché potesse pubblicarlo sul sito da lui recentemente realizzato, campocasoli.org.

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